L’ARTE DELLA RITIRATA 2

Ovvero: il rifiuto come strategia di marketing non funziona.

Bene, Palletta. Diciamo che ti è andata bene: stasera tu e lui uscite insieme, non da amici. Perché si capisce benissimo quando si esce da amici e quando si esce da altro, puoi tranquillamente abbandonare quella falsa modestia che ti fa ridere sotto i baffi. Siamo tra confidenti qui.

Dunque stasera uscite e innumerevoli dubbi esistenziali attanagliano la tua mente di Palletta: “Che mi metto? Meglio scarpe alte o basse? Gonna o pantaloni? E se mi vesto elegante poi gli do troppa importanza, ma non voglio essere sciatta. E come mi trucco?”. Perché ti sembra che ogni piccola scelta riguardante la tua preparazione possa decretare in maniera irreversibile il successo o l’insuccesso della serata. Ed è a questo punto che arriva la domanda delle domande, l’atavico dilemma: “Gliela do? Sai, così alla prima sera magari pensa male”.

Bene, Palletta. Ti confiderò un segreto: lui a te piace molto, giusto? E allora devi fare solo ed esclusivamente quello che ti va, perché non esiste ricetta che lo faccia interessare a te se non lo è. O gli piaci o non gli piaci, a prescindere se il rossetto che hai scelto si intona allo smalto (nemmeno se ne accorgerà) e a prescindere da quanto lo farai aspettare per concederti. Che a me le donne che usano il rifiuto come strategia di marketing hanno sempre fatto tristezza. Sai quelle che dicono: “Ma no, gli devi solo far sentir l’odore”. Come se l’uomo fosse un cane da tartufi. No, Palletta, no. Fai quello che ti va di fare: se vuoi andarci a letto vacci, se non ti va non ci andare. E non venirmi a dire che poi magari ti affezioni, lui non ti cerca più e tu ci soffri. Hai superato la sofferenza per la ceretta inguinale, supererai anche questa. In entrambi i casi è solo uno strappo. Perché la parola d’ordine di questa serata non deve essere “cerco-di-diventare-quello-che-secondo-me-lui-vorrebbe-che-io-fossi”, ma la più semplice e rassicurante “consapevolezza”. Consapevolezza del fatto che se gli piaci non penserà male di te se ti concedi. Consapevolezza che se non gli piaci e non ti concedi probabilmente ti cercherà ancora, giusto per puntiglio, ma di sicuro non inizierai magicamente a piacergli per questo. Consapevolezza che potreste andare a letto e non rivedervi più. Consapevolezza del fatto che se ti preoccupi troppo del “dopo”, se vuoi trattenerti perché credi che così potrai in qualche modo legarlo a te, allora è meglio battere in ritirata. Perché devi essere consapevole che se sono pochi gli uomini che hanno stile nel cercare di portarti a letto, sono ancora di meno quelli che sanno comportarsi dopo avertici portata. Quelli che comprendono che venire a letto con te non perché piaci loro ma solo per “svuotarsi” non è sesso, ma masturbazione. Quelli che ti dicono le cose come stanno, che non ti fanno promesse che non gli hai mai chiesto di fare e che non ti danno risposte a domande che non hai mai posto. Quelli che ti ritengono abbastanza intelligente da poter sopportare il peso di un loro rifiuto. Perché se ci vai a letto e poi non vi mettete assieme davvero non ti butterai dalla rupe di Tarpea, questo noi lo sappiamo, ma è probabile che lui pensi il contrario. Gli uomini sono creature egocentriche, porta pazienza. Consapevolezza del fatto che sono pochissimi gli uomini che sanno che il sesso non deve per forza essere incanalato in una relazione impegnativa, ma costituisce comunque uno splendido ponte tra due universi di incomunicabilità; perché magari non ci saranno storie ed innamoramenti, ma momenti di profonda complicità e di trascendimento del proprio egoismo in favore di una dimensione più ampia, di un “noi” anche se per poco tempo sì, quelli ci saranno. Consapevolezza che questi uomini sono pochi e, statisticamente, c’è un’alta probabilità che lui non sia uno di loro. Consapevolezza che se lui non è uno di loro allora il sesso non sarà nemmeno poi tanto appagante. Consapevolezza che, però, tutto questo purtroppo non puoi saperlo prima.

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